Seminario di Omeomesoterapia Milano 1985

L’Omeomesoterapia è la Mesoterapia effettuata utilizzando rimedi Omeopatici in soluzione.
L’uso di questi si è imposto per l’assenza di effetti collaterali e di potere allergizzante, che invece spesso sono presenti utilizzando farmaci Allopatici di sintesi, oltre che, naturalmente, per l’efficacia terapeutica sia immediata che a distanza.
La pratica Omeomesoterapica fruisce quindi immediatamente e contemporaneamente di due vantaggi: la via di somministrazione mesoterapica e l’azione terapeutica dei rimedi Omeopatici.
È evidente che una corretta scelta dei rimedi presuppone una giusta diagnosi la cui esecuzione si può avvalere, oltre naturalmente che del bagaglio normale del Medico, anche d’altre metodologie fra le quali ad esempio: il rilievo del R. A. C. (riflesso auricolo cardiaco), l’Organometria E. A. V. sec. R. Völl, il rilievo dei polsi agopunturali ed anche, forse la più immediatamente utilizzabile anche dal meno esperto, la semeiotica podologica (vedi, ad esempio: Manuale di Podologia pratica di Marquat, Ed. Cortina e l’allegata Mappa Podologica) che permette di evidenziare l’organo o la funzione squilibrata attraverso il rilievo delle zone dolenti del piede corrispondente.
Un altro valido ausilio è il rilievo della dolenzia spontanea o provocata dei punti di Weihe (I punti di Weihe, Jean Daniaud, Fratelli Palombi Editori; Materia Medica Omeopatica, Henry Duprat, Fratelli Palombi Editori) e RIMO®: questi punti hanno una specifica relazione con i rimedi Omeopatici.
Il loro utilizzo è valido sia dal punto di vista diagnostico che, successivamente, in fase di terapia.
La scelta del cocktail Omeopatico da iniettare richiede solamente alcune fondamentali nozioni.
Dal punto di vista tecnico farmaceutico, i rimedi Omeopatici si differenziano dai farmaci Allopatici perché sono preparati da materie prime naturali (piante, minerali, prodotti d’origine animale) mediante semplice estrazione con una miscela d’acqua e alcool.
Con tale procedimento, nell’estratto, denominato Tintura Madre, vengono a trovarsi tutti i principi attivi originari e nei loro naturali, reciproci rapporti.
La tecnica di preparazione solitamente impiegata in Allopatia mira, invece, ad estrarre e purificare quell’unica sostanza che è ritenuta adatta ad esplicare una determinata azione farmacologica trascurando il fatto che tale azione seppure da addebitare ad una sola o poche sostanze possa essere naturalmente bilanciata e controllata dalla presenza di altri principi magari non così specifici.
La Tintura Madre viene quindi progressivamente deconcentrata (diluita) e dinamizzata (succussione e agitazione dall’alto verso il basso) originando le cosiddette potenze o diluizioni omeopatiche secondo un procedimento che è stato originariamente descritto in modo particolareggiato da S. F. C. Hahnemann e tale e qual è riportato in tutte le Farmacopee Omeopatiche.
Dal punto di vista chimico analitico tale procedimento comporta una notevole diminuzione della concentrazione di principi attivi nel rimedio Omeopatico d’usuale impiego.
Gli attuali saggi quantitativi riescono a determinare presenza di sostanza solo fino alla 2ª diluizione decimale (D 2).
Recentemente l’affinamento dei sistemi d’indagine ha permesso la determinazione della presenza di sostanze fino alla 8ª diluizione decimale (D 8).
Ben speriamo che l’ulteriore affinamento dell’indagine porti un conforto analitico all’indubbia azione terapeutica dei rimedi la quale tuttavia, anche senza di quello, resta.
Farmacologicamente, tale metodo di preparazione, che deconcentra in maniera costante ed uniforme la sostanza base del rimedio Omeopatico, fa rientrare la sua azione nel campo della “Legge dell’effetto di Arnt Schulz” conosciuta anche come “Legge dell’effetto paradosso”.
È sperimentato che l’azione farmacologica di un dato principio attivo per una determinata concentrazione, diminuendo questa costantemente e controllando la sua attività, ad un certo punto s’inverte; si giunge cioè ad una concentrazione che presenta un effetto opposto a quello di partenza e tale resterà proseguendo nella deconcentrazione e nel controllo dell’attività.
Tipico esempio è quello dell’azione farmacologica dei glucosidi digitatici; i loro effetti sul cuore scompensato sono dose dipendenti: ad alte dosi provocano quegli stessi effetti di scompenso che curano le piccole dosi (già Omeopatiche se vogliamo essere più precisi).
Per permettere un facile approccio alla scelta dei rimedi Omeopatici ai neofiti possiamo consigliare, oltre naturalmente allo studio dei testi fondamentali, la consultazione di “Ordinatio antihomotoxica et materia medica Heel”.
Nell’indice terapeutico di questo volume è possibile rintracciare per ogni voce nosologica tutti i rimedi Omeopatici di possibile indicazione; nell’indice farmacologico, invece, per ogni singolo rimedio è riportata la specifica attività farmacologica.
Ciò costituisce un notevole aiuto alla scelta dei cocktails che saranno così estremamente individualizzati a tutto vantaggio ovviamente del Paziente grazie alla sicurezza diagnostica di cui il Medico può fruire.
È bene ricordare che i preparati complessi Heel, o equivalenti, possono essere miscelati fra loro senza incorrere nella somministrazione contemporanea di sostanze antidote, cioè di due o più rimedi con caratteristiche terapeutiche opposte od incompatibili.
Tale inconveniente invece può presentarsi quando, per scarsa conoscenza dell’azione dei rimedi, per le basse diluizioni utilizzate, invece di utilizzare preparati composti, appositamente studiati, si ricorre all’uso di preparati unitari che sono somministrati contemporaneamente.
Al cocktail così predisposto è aggiunto l’anestetico di normale uso (Procaina 2% 4ª decimale, oppure il preparato Procainum Compositum Heel d’azione equivalente), e soluzione fisiologica o acqua bidistillata secondo l’estensione delle zone da trattare.
È doveroso sottolineare che l’attuazione pratica dell’Omeomesoterapia è stata resa possibile solo grazie ad un notevole progresso tecnico consistente nella realizzazione di multiniettori, di varia forma e vario numero d’ugelli, monouso, in materiale plastico medicale sterile ed inerte.
Ciò permette, tra i tanti intuitivi vantaggi, di evitare l’inattivazione del cocktail dovuta ad eventuali reazioni con residui calcarei e di deposito che sono normalmente presenti nei multiniettori metallici di uso corrente.
Si evita inoltre l’azione idrolitica del metallo a contatto con la soluzione iniettabile.
L’impianto del cocktail avviene secondo la metodologia Mesoterapica Classica nei dermatomeri corrispondenti alle regioni dolorose.
Può essere effettuato anche nei punti di Weihe e RIMO® che corrispondono per la quasi totalità ai punti d’Agopuntura.
In questo modo si utilizza con l’Omeomesoterapia la possibilità di mobilitare effetti terapeutici profondi dovuti alla stimolazione regolazione della circolazione energetica.
Utilissimo, sebbene un pò doloroso, è l’impianto nelle zone podaliche rilevate che spesso produce effetti terapeutici immediati.
Bisogna sottolineare inoltre che la somministrazione dei rimedi si rivela notevolmente più efficace e rapida con la tecnica della multipuntura contemporanea piuttosto che con la microiniezione ad ago singolo.