Auricolopuntura

Controindicazioni.
Era sconsigliato intervenire con Auricoloterapia durante una vaccinazione o una rivaccinazione antivaiolosa.
In caso d’eczema del padiglione, c'è il pericolo d’infezione, di provocare una condrite
E’ possibile la diagnosi od un indirizzo diagnostico attraverso l’osservazione dell’orecchio.
Alterazioni della zona renale possono far supporre la presenza di un rene policistico per esempio.
La zona dell'ovaio può far pensare ad un ovaio policistico.
Un'area scura blu, nella zona del pancreas, può far pensare ad una pancreatite acuta o cronica.
Di fronte al Paziente si prendono le due orecchie e si stringono con uguale forza chiedendo qual è l'orecchio che fa più male.
L'orecchio che fa più male è quello da osservare meglio dell'altro.
La terapia va fatta bilaterale o monolaterale, quando e perché?
In caso di patologia algica si va a ricercare il dolore di un orecchio rispetto all'altro ma, di regola, si agisce a livello omolaterale al dolore.
In caso di patologia psicosomatica è bene agire bilateralmente sui punti dell'asse neurovegetativo.
Trattandosi, invece, di una patologia funzionale, come visto prima il trago destro ha una funzione diversa da quello sinistro, oppure disturbi di tipo ormonico, allora si va a ricercare la lateralità e si punge da una sola parte.
La stimolazione può essere fatta in molte maniere, con aghi, aghi a permanenza, campi magnetici, laser, applicazione di calore o freddo, suono, luce, ultrasuoni.
Le possibilità sono notevoli.
Ci soffermiamo sul laser.
Ha un'azione il laser?
Sì, però bisognerebbe utilizzare un laser all’infrarosso.
Purtroppo il punto d’Agopuntura auricolare è molto piccolo, un decimo del punto di somatopuntura quindi è difficile da localizzare con il laser infrarosso il cui raggio non si vede.
Bisognerebbe che associato al laser infrarosso ci fosse un elio neon collimato con l'infrarosso per localizzare il punto.
In caso si tratti di un disturbo che copre più zone allora il laser va bene.
Per quello che riguarda la stimolazione, si può usare, come detto anche quell’elettronica.
Ci sono molti apparecchi in commercio.
Non c'è un apparecchio ideale.
Tutti coloro che praticano Agopuntura da qualche tempo possiedono numerosi apparecchi che hanno messo regolarmente da una parte.
In somatopuntura è la regola trovare il punto al tatto.
Il punto d’Agopuntura si localizza in una depressione ma a livello d’orecchio questo è più difficile perché il punto è molto piccolo.
La ricerca va fatta in maniera diversa.
Inizialmente si utilizzavano stimolazioni termiche segnalando i punti che erano sensibili al caldo ed al freddo.
Questo non si fa più perché occorre una temperatura stabilizzata, il che è difficile.
Nogier, per quindici anni, ha usato semplicemente una bacchetta di vetro di quelle che si trovano in cartoleria.
Ponendo la bacchetta sull'orecchio e spingendo si provoca dolore su alcuni punti.
Questo dolore va annotato.
Ci sono punti dell'orecchio in cui la pressione crea dolore.
E’ un punto da trattare quello che alla pressione rivela il cosiddetto grimage, la smorfia, in altre parole la stretta di denti provocata dal dolore.
Si può usare uno stilomat, un apparecchio a molla, col quale si crea una pressione abbastanza costante e questa stessa serve a valutare il dolore.
Ci sono anche delle apparecchiature più complicate come un apparecchio che crea una pressione diversa secondo l'affondo o meno, anche 400 grammi per centimetro quadrato.Il punto si può anche localizzare con l'elettronica.
Ci sono tre tipi d’apparecchi.
Un apparecchio misura la variazione ohmica (quando c'è un'alterazione del punto c'è una variazione ohmica della cute), che può essere segnalata acusticamente, otticamente oppure abbinando ottica ed acustica.
Questi sono i più facili ad usare.
I punti vanno ricercati con una determinata tecnica.
Non si può strofinare tutta una zona, perché si crea una vasodilatazione che poi dà sicuramente una risposta positiva ma non reale.
Il puntale, invece, deve essere appoggiato, poi sollevato, poi appoggiato a distanza di un secondo fra una rilevazione e l'altra.
Questo è importante anche quando si fa la ricerca per il dolore.
Non si può prendere la bacchetta e cominciare a strofinare, no, bisogna premere.
Terminata la ricerca, segnalati i punti, ci si riporta ancora a quella Legge dell'allineamento dei punti o Legge degli angoli di 30°.
Sarebbe bene segnalare i punti con una penna dermografica o a feltro e poi andarli a trattare.
Si trattano come?
Si possono trattare nel modo più semplice mettendo un ago che va stimolato perché non bisogna scordare che si tratta di reflessoterapia.
L'ago si può lasciarlo a dimora oppure stimolarlo.
Esistono degli stimolatori anche molto semplici, a basso costo.
Sulla rivista Nuova Elettronica, anno 16 n. 98, c'è uno schema, molto semplice, di uno stimolatore che si può costruire in casa.
L'onda che lo stimolatore produce può essere di due forme: quadra positiva e negativa oppure la cosiddetta onda Cinese che è un'onda quadra alternata con un picco positivo o negativo secondo la polarità.
Lo stimolatore ha funzioni notevoli, prima di tutto perché aumenta la superficie su cui si agisce, cioè, anche se non è centrato esattamente il punto con l'ago, questa stimolazione amplia l'area d’azione perciò il punto è incluso comunque.
Questo vale anche per la somatopuntura.
Ci sono alcune regole da seguire quando si fa la stimolazione elettronica.
Bisogna evitare la stimolazione elettronica ai portatori di pacemaker perché potrebbero crearsi interferenze.
Questo vale anche per i campi magnetici.
Se si vuole ottenere un'azione sedativa si utilizza bassa intensità e bassa frequenza, 4 o 5 Hertz al secondo.
Trattando, invece, un problema algico, alta frequenza.
Non è bene arrivare improvvisamente ad un’intensità notevole.
Durante un'anestesia si arriva anche alle estreme potenze, ma bisogna salire a poco a poco.
Un altro problema è l'adattamento alla stimolazione costante.
Il Paziente riferisce che la stimolazione è forte ma dopo un certo tempo non la avverte più perché si è adattato.
Ci sono degli apparecchi che creano un treno d'onda, una serie di stimoli, qualche decimo di secondo di pausa ed il ciclo ricomincia.
In questa maniera l'organismo non si adatta alla stimolazione che così è più efficace.
L'importante è:
Azione sedativa = pochi Hertz (bassa frequenza), bassa intensità.
Azione antidolorifica, molti Hertz (alta frequenza), alta intensità.
Quando si usano punti sedativi dell'asse neurovegetativo, non va utilizzata l’alta frequenza perché l'azione sedativa di questi punti si potenzia con la bassa frequenza.
Con che cosa si può associare l'Auricoloterapia?
L'Auricoloterapia si può associare in pratica con tutte le terapie.
Nogier affermava che Agopuntura ed Auricoloterapia erano ben associabili.
Nogier consigliava anche di mettere prima gli aghi sul corpo e poi andare alla ricerca dei punti auricolari.
Non tutti sono completamente d'accordo.
Se si mettono degli aghi sul corpo si crea un’informazione che si proietta sull'orecchio perciò, quando si va a fare la ricerca elettronica sull'orecchio, si trovano dei punti che sono positivi alla ricerca ma che non sono reali perché dovuti alla stimolazione dell'ago sul corpo.
Buon procedimento è osservare prima l'orecchio e fare la ricerca con il detector, segnare i punti e marcarli, poi mettere gli aghi sul corpo e solo dopo mettere gli aghi sui punti evidenziati.
Questa sembrerebbe la tecnica migliore da utilizzare.
Un'ottima associazione è quella con l'Omeopatia.
Si può addirittura fare della Chimiopuntura, Mesoterapia con prodotti Omeopatici a livello dell'orecchio.
Si può associare alla Neuralterpia, al Massaggio ed a questo proposito c'è un tipo di massaggio particolare dell'orecchio.
Esistono anche i cosiddetti massaggi complessi che modificano l'energia che scorre nell'orecchio.
Nell'orecchio scorre energia di tipo yang e ynn, ma non ne parliamo adesso perché entreremmo nel campo dell’Auricolomedicina.
Il Massaggio alla Perè. è un massaggio che si utilizza soprattutto d'urgenza.
Trattando, per esempio, una distorsione, si può intervenire con un massaggio locale, con la punta di un termometro, una punta smussa, una biro.
Si localizza approssimativamente il punto di proiezione dell’articolazione tibio tarsica nella zona triangolare si proietta sulla parte posteriore dell'orecchio, si mette il dito sotto e poi si comincia a massaggiare sulla zona retroauricolare corrispondente, massaggio che deve essere effettuato con movimento circolare in senso antiorario.
Il massaggio auricolare è doloroso.
Il massaggio deve essere dapprima leggero, a mano a mano che si procede (per due o tre minuti), il dolore aumenta fino a che diventa quasi insopportabile.
A quel punto si ha l'impressione di massaggiare il dito che c'è sotto, sembra addirittura di sentire la bacchetta che massaggia il dito dell'operatore talmente la zona si è ammorbidita.
A questo punto il Paziente afferma che non sente assolutamente più niente pur continuando a massaggiare.
Molto spesso, contemporaneamente, non soffre più nella zona di proiezione.
A questo punto, prima di terminare è bene eseguire un massaggio a raggiera, in senso centrifugo, dal punto massaggiato verso la periferia.
Quali sono le controindicazioni?
In gravidanza cautela nel trattare la zona intertragica, quella delle funzioni ormoniche, la zona dell'utero, per il resto si può fare Auricoloterapia anche in gravidanza e soprattutto sui punti dell'asse neurovegetativo.
Una precauzione importante quando si fa l'Auricoloterapia, come anche quando si fa la somatopuntura, è quella di non togliere alcuni farmaci, per esempio, gli antidiabetici, i benzodiazepinici (anche se con le benzodiazepine e con gli psicofarmaci la reattività dell'orecchio diminuisce) per tema di crisi d’astinenza, gli anti aritmici, la digitale, gli ormoni tiroidei, caso mai si diminuiranno a poco a poco.
Si possono mettere degli aghi in permanenza.
Ci sono tanti tipi d’aghi a permanenza.
Un tipo, prodotto dalla Sedatelet, ha due funzioni, d’ago vero e proprio e d’azione con un campo magnetico.
E’ utilizzato nel trattamento antitabagico in associazione con la Mesoterapia a livello del chen men.
Il chen men, anche in associazione ad altri punti, con la sua azione sedativa, compensa l’iperreattività da crisi d’astinenza.
Si può associare la Mesoterapia a livello del punto vescica biliare, del punto del plesso.
Gli aghi in permanenza possono rimanere, senza problema, due o tre settimane coperti da un cerotto trasparente che viene fornito assieme all'ago.
Riguardo alla ricerca dei punti particolarmente utile si rivela il Teraflex che è un apparecchio che fornisce una gamma di frequenze diverse.
Sul punto evidenziato, non bisogna fare altro che affondare per fare della terapia potendo variare la frequenza.
Ci sono due serie di frequenze: alta intensità e alta frequenza, oppure bassa intensità e bassa frequenza.
Quando si parla di bassa frequenza si intende da 1 a 5 Hertz.
Con l’Auricolopuntura si può ottenere risultato anche a distanza di tempo.
Talvolta s’interrompe la terapia perché o il Paziente non viene più o si apprezzano scarsi risultati immediati e tuttavia rivedendolo, anche dopo un bel po' di tempo, riferisce di avere migliorato o guarito i disturbi.
Per il ritmo delle sedute: una volta la settimana, anche due a distanza di tre giorni.
Di regola tutti hanno un senso di calore a livello dell'orecchio, che rimane anche dopo e riferiscono l’impressione d’avere ancora gli aghi nell'orecchio.
Questa è una sensazione che è riferita di frequente nell'orecchio e che invece è più raramente avvertita a livello somatico.
E’ consigliabile pungere in senso orizzontale.
Questo vale per l'Auricoloterapia mentre per l'Agopuntura la maniera di porre l'ago, contro o a favore della corrente del Meridiano, superficialmente o più in profondità, è in rapporto con il tipo di stimolazione che si vuole attuare.
E’ una buona precauzione quella di pungere tenendo il Paziente sdraiato per prevenire un eventuale collasso.
Preparando l'orecchio all'Agopuntura e facendo la detezione dei punti, bisogna tener presente che ci sono dei soggetti molto emotivi che hanno un sistema nervoso vegetativo instabile e se hanno l'orecchio sudato, è chiaro che l'elettronica non serve perché l'apparecchio segnala in ogni caso.
In questo caso l'orecchio va deterso eventualmente con dell'etere ma anche l'etere non va usato troppo e troppo spesso perché secca la cute ed il detector non riesce a funzionare perché viene a mancare la connessione fra l'elettrodo attivo e la mano che chiude il circuito.
Un Paziente che porge la mano sudata, freddina, rende già possibile una prima diagnosi; si va subito a fare un trattamento dell'asse neurovegetativo, perché quello è sicuramente un distonico.
L'Auricolopuntura non è un toccasana, come non lo è nessun’altra terapia, però ogni Medico dovrebbe essere informato di quello che si può fare e che poi lo faccia o non è un'altra questione.
E’ scorretto per un Medico dare un giudizio senza avere alcun’esperienza di ciò di cui sta parlando, è un'ignoranza che non è ammessa ed è da considerare colpevole in un uomo di scienza.

Accademia Italiana di Biomesoterapia
Presidente Dr. Pier Carlo Ricciott
Anno Accademico 1990/1991
Auricolopuntura - Dr. Idalgo Gazzoni Medico
Chirurgo