Auricoloterapia in Biomeso


L'Auricoloterapia si attua mediante la stimolazione, in vario modo provocata (infissione d’aghi, applicazione di corrente, di calore, di freddo, suono, massaggio), del padiglione auricolare.

Le sue origini sono antichissime; nata in Oriente, ne sono rimasti pochi documenti storici perché, come tutte le scienze antiche, è stata tramandata oralmente.

L'Agopuntura dell'orecchio è conosciuta in Cina ed in altri paesi d’antica tradizione, come l'Egitto e l'India, da più di tremila anni (nei testi antichi d’Agopuntura tradizionale si fa menzione del fatto che "tutti i meridiani arrivano all'orecchio").

La prima menzione di una somatotopia auricolare (proiezione dello schema corporeo nell'orecchio) si trova nel Ling Shu o Tchen Jing, testo classico che tratta anche dell'Agopuntura, di datazione incerta (475-52O avanti Cristo).

Gli Egizi conoscevano la stimolazione del padiglione auricolare a scopo terapeutico.

Ippocrate (IV secolo a.C.) ne parla nel suo trattato, "l'Aria, le Acque, i Laghi", scritto dopo un soggiorno in Egitto.

Sicuramente nozioni di terapia auricolare furono note agli Zingari che esportarono dall'Oriente e diffusero in Europa alcuni semplici interventi di Auricoloterapia.

Nel 1637, Zacutus Lusitanus, Medico Portoghese, lasciò documentati rapporti sull'utilità di cauterizzazioni di zone auricolari in caso di sciatica.

Ignazio Valsalva scrisse nel 1717 un'opera intitolata "De Aura Humanitatis" in cui si trattava della cauterizzazione dell'orecchio in particolari sindromi dolorose.

Nel 181O, Cecconi, Medico di Parma, in collaborazione con il Chirurgo Colla, fece importanti osservazioni d’Auricoloterapia.

Altri esperimenti, documentati da dotte osservazioni, continuano ad essere fatti dai Medici di tutto il mondo ma senza seguito nel campo scientifico fino al 1950.

Da allora sia in Cina sia in Europa si ricominciò ad esaminare ed a studiare questa forma di terapia.

Ai Medici Francesi Nogier prima e Bourdiol poi va attribuito il merito di avere dato sostanziali contributi agli studi d’Auricoloterapia.

A trent'anni di distanza dai loro primi lavori e dopo lunga sperimentazione, fatta in parallelo in Cina, resta ancora una gran quantità di lavoro da svolgere al fine di precisare la localizzazione dei punti ed i meccanismi dell'Auricoloterapia.

La prima, fondamentale, geniale intuizione, di Nogier, che pose le basi di tutta l'Auricolomedicina, fu la rappresentazione dell'omuncolo capovolto con l'estremità cefalica proiettata sul lobo e la colonna vertebrale sull'antelice (in analogia con la posizione che il feto assume in utero).

E’ eliminata, in tal maniera, la necessità di apprendere la posizione di tutti i punti delle mappe cinesi, essendo sufficiente ricordare, proiettata nell'orecchio, l'immagine di un feto capovolto e ripiegato su se stesso nella posizione che assume in utero.

Nogier presenta la sua scoperta al primo congresso della Società Mediterranea d’Agopuntura nel Febbraio 1954.

Un resoconto del Congresso fu redatto in tedesco dal Dott. Bauchmann di Monaco e successivamente una relazione sul lavoro di Nogier arrivò in Cina e l'immagine dell'omuncolo, rapportato capovolto nel padiglione auricolare, fu incorporata nei manuali d’Agopuntura.

L'Agopuntura dell'orecchio assunse il nome di Terapia Auricolare: essa consiste sostanzialmente nel pungere con aghi i punti di corrispondenza dell'orecchio.

Gli effetti analgesici e curativi si dimostrano molto più brevi e fugaci di quelli ottenibili con l'Agopuntura Somatica.

Si è cercato con gli aghi a dimora di prolungare l'effetto della stimolazione; si è fatto ricorso inoltre all'elettro-, alla laser-, alla magneto stimolazione ma senza decisivi risultati.

Nel 1966 Nogier descrisse il riflesso auricolare cardiaco (R. A. C.) che è una misura della risposta ad uno stimolo esterno da parte di un sistema biologico integrato come il corpo umano.

Il lobo dell'orecchio rappresenta la testa, l'antelice corrisponde alla colonna vertebrale, la conca rappresenta la struttura entodermica vale a dire i visceri; l'area compresa tra l'antelice e l'elice corrisponde alla struttura mesodermica ossia alle ossa ed ai muscoli mentre l'elice, che si prolunga nel lobo, corrisponde alla struttura ectodermica (midollo allungato e cervello).

L'innervazione del padiglione auricolare è piuttosto complessa e controversa ma, per gli scopi attuali, sarà semplificata restando nell'ambito d’opinioni generalmente condivise.

La conca è servita dal ramo auricolare del nervo vago; l'area compresa tra l'elice e l'antelice è innervata dal trigemino con il ramo auricolo temporale mentre la restante parte sarebbe innervata dal plesso cervicale superficiale attraverso il nervo auricolare maggiore.

In Biomesoterapia, per la stessa natura dell'impianto con monoago (la soluzione curativa invade una zona più estesa di quella impegnata dal semplice ago) s’interessano zone di proiezione somatotopica relativamente estese come quelle descritte in una mappa auricolare semplificata, eliminando così la necessità della assoluta precisione nella individuazione dei punti.

Anziché di una mappa auricolare con punti numerati è preferibile servirsi della mappa auricolare usata dalla Scuola d’Agopuntura dell'Università di Pechino che facilita il riconoscimento delle aree somatotopiche riportando l'omuncolo con i propri organi, visceri ed apparati rapportati al padiglione auricolare.

In Terapia Auricolare sono descritti numerosissimi punti: aggressività. ansia, sonno, fame, ecc.

In pratica basta ricordare che:

Il cranio corrisponde al lobo e che quindi i punti su cui intervenire, ad esempio, per alleviare l'ansia o la vertigine, o per aiutare un Paziente a prendere sonno, sono situati in questa zona.

Il talamo si proietta nell'antitrago, sia dalla parte esterna, sia nella superficie dell'antitrago rivolta alla conca.

La ghiandola pituitaria si proietta nel cavo intertragico prevalentemente dalla parte della conca; l'azione su quest’area influenza le funzioni endocrine; nella stessa zona sono situati il punto gonadotrofico, il punto tiroideo, il punto trofico dell'azione adreno corticale ed il punto prolattinico.

I visceri sono rappresentati dalla superficie esterna del cavo.

Il polmone occupa gran parte della metà inferiore della conca, di sotto alla radice dell'elice.

L'area sopra la radice dell'elice corrisponde al pancreas, alla cistifellea ed all'intestino tenue.

Lo stomaco occupa l'area alla radice dell’elice.

Il punto a destra della radice dell'elice è chiamato da Nogier "Punto Zero" ed è importante come punto di riferimento.

Il sistema urogenitale occupa la parte superiore dell'antelice (rene, utero, ovaie, testicoli).

La vescica urinaria si trova nella parte superiore dell'elice ed occupa la zona attorno alla superficie posteriore dell'estremo superiore dell'attaccatura dell'orecchio.

Davanti al trago si trova la zona della sete e subito sotto la zona della fame.

Davanti al ginocchio dell'elice sono situate, dall'alto verso il basso, le zone dell'ano, del retto, dell'intestino crasso.

La zona dell'ansia è situata nel cavo inferiore davanti all'origine dell'antelice.

Il cuore e gli organi della respirazione sono situati nel cavum davanti alla faccia interna del trago, in posizione mediana.

Ogni zona del padiglione corrisponde ad un organo, ad un viscere o ad un apparato ed ogni variazione della funzione fisiologica si riflette sulla sensibilità e sul trofismo di essa; ne deriva che i punti corrispondenti possono variare nella loro sensibilità secondo la stagione, dell'ora, del clima e del momento fisiologico dell'organismo (veglia, sonno, fame, sazietà, fasi del ciclo mestruale).

Questo riflettersi delle sofferenze di un viscere, di un organo, di un sistema a livello del padiglione auricolare è definito dai Cinesi col termine di reazione Yang.

Una simile reazione è riscontrabile attraverso l'ispezione e la palpazione.

Ai fini dell'impianto Biomesoterapico non è necessaria la rilevazione elettronica.

L'ispezione deve essere eseguita con cura ed attenzione; l'Operatore deve soffermarsi sulle alterazioni di colore della cute (piccole zone pallide o arrossate, lentiggini, macchie, ecc.) e sulle deformazioni, eventualmente presenti, come papule, nei microangiomi, desquamazioni.

Ognuno di questi riscontri dovrà essere mentalmente collocato sulla mappa tenendo conto che:

- punti biancastri con alone rossastro segnalano fenomeni infiammatori a carico degli organi corrispondenti.

- piccole zone pallide con cute secca possono segnalare decalcificazione, artrite cronica, ipofunzione pancreatica, disvitaminosi.

- piccole zone rosso scuro possono riscontrarsi in caso d’ipertensione, malattie delle coronarie (angina pectoris, esiti d’infarto cardiaco), rachialgie croniche, cefalea, nefriti croniche, ipomnesia o amnesia.

- piccole zone molto scure possono riscontrarsi in caso di malattie renali, infarto miocardico, malattie croniche gravi.

Da un punto di vista generale, i punti rossi, le microvarici, gli angiomi segnalano stati infiammatori acuti e subacuti; i punti biancastri ed i noduli segnalano flogosi croniche e fatti degenerativi.

Per scoprire la zona corrispondente al viscere ammalato si rilevano i punti dolorosi mediante la palpazione diretta ed indiretta (cercapunti a molla).

Il metodo più pratico è quello della palpazione diretta, manuale, bilaterale e simmetrica dei padiglioni auricolari, con l'Esaminatore posto dietro al capo del Paziente, eseguita con l'indice ed il pollice a pinza che sono fatti scorrere contemporaneamente sui due padiglioni partendo dal lobo per arrivare all'apice.

E' interessante notare ed importante ricordare che le zone auricolari sono più sensibili nella tarda Primavera, in Estate e nella prima parte dell'Autunno mentre nel tardo Autunno, in Inverno e nella prima parte della Primavera sono più sensibili le zone podaliche (in accordo con l’alternanza Yang/Inn stagionale).

Riepilogando:

- Esaminare con attenzione i padiglioni auricolari del Paziente usando una buona illuminazione e prestando attenzione ad ogni particolarità e variazione della cute.

- Palpare ambedue i padiglioni contemporaneamente rilevando le zone più dolorose e rapportandole agli organi corrispondenti: saranno le zone degli eventuali impianti Biomesoterapici.

Sarà necessario cercare zone poco numerose e relativamente poco estese; per la natura stessa degli impianti Biomesoterapici la ricerca e la scelta delle zone interessate viene ad essere semplificata al massimo; la soluzione medicamentosa, iniettata nella zona prescelta, invade un territorio relativamente vasto e conseguentemente anche l'azione farmacologica interessa più punti vicini contemporaneamente.

La mappa semplificata usata dalla Scuola d’Agopuntura di Pechino, raffigurante gli apparati dell'omuncolo capovolto rapportati al padiglione auricolare, sarà quella più utile per la maggior chiarezza e prontezza di consultazione.

E' stato così integrato nella Biomesoterapia il bagaglio di nozioni essenziali d’Auricoloterapia semplificando ed utilizzando solo quei concetti che possono essere utili, a volte indispensabili, nella prassi diagnostica e terapeutica di questa Disciplina.

Attribuendo la giusta funzione al padiglione auricolare si riconosce in esso una delle principali e più importanti, ma non la sola, mappa organometrica, somatotopica sulla quale si può con relativa facilità fare diagnosi di sede di patologia e contemporaneamente di eventuale impianto Biomesoterapico.

In questa nuova Disciplina l'orecchio è una delle serrature principali dell'organismo in cui fare entrare la chiave (ago + medicamento Omeopatico in punto dolente) per la risolutrice della sindrome in esame.





Auricoloterapia in Biomesoterapia
1990 Centro Studi di Omeopatia - Rimini
© 2000 Centro Studi di Medicine Naturali - Cesmen
Tutti i diritti riservati

 

 

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Vedi anche Bibliografia Agopuntura

 


Bibliografia Auricoloterapia
1990 Centro Studi di Omeopatia - Rimini
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