ALLARME OMEOPATIA COMUNICATO STAMPA AGI (Agenzia Giornalistica Italiana S.p.A.) 11 Luglio 2014

 

COMUNICATO STAMPA AGI (Agenzia Giornalistica Italiana S.p.A.) 11 Luglio 2014

Convegno presso la Sala Colonne della Camera dei Deputati, Roma 11/07/2014

“2015 Tariffe e modalità di registrazione dei medicinali Omeopatici”

 

Salute: mondo Omeopatia in allarme, rivedere norme nuove tariffe.

(AGI) - Roma, 11 lug. - Il mondo dell'Omeopatia lancia l'allarme sull'aumento delle tariffe per la registrazione di nuovi farmaci Omeopatici e per il rinnovo di quelli già esistenti.

Un appello che il mondo dell'Omeopatia rivolge alle istituzioni, Ministero della Sanità in primis, ma anche all'AIFA, affinché siano prorogati i termini previsti dalla nuova normativa e sia avviato un confronto per evitare che "l'aumento di 700 volte delle tariffe di registrazione e rinnovo" (1) comporti una ricaduta negativa, anche sul fronte occupazionale, per le molte imprese che operano nel mondo dell'Omeopatia.

Delle varie problematiche correlate alle nuove norme introdotte con il decreto ministeriale del 15 marzo scorso (2), si è parlato oggi al convegno promosso dalla parlamentare di Led (Libertà e diritti - Socialisti europei) Ileana Piazzoni, componente della commissione Affari sociali della Camera, incentrato appunto sulle tariffe e modalità di registrazione dei prodotti Omeopatici.

Questo incontro, ha spiegato l'On. Piazzoni, mira a proseguire il cammino di un nuovo approccio nel processo legislativo, caratterizzato dall'ascolto delle parti in causa" prima dell'assunzione delle decisioni.

 

(AGI) Ser (Segue)

Salute: mondo Omeopatia in allarme, rivedere norme nuove tariffe (2) (AGI) - Roma, 11 lug.

Il comparto dell'Omeopatia interessa circa 11 milioni di italiani che ricorrono ai farmaci Omeopatici, ovvero circa un italiano su cinque.

Con le nuove tariffe di registrazione, "i costi aumentano di circa 700 volte, ed ogni nuova registrazione di farmaco viene a costare oltre 20mila euro".

Un aumento che "rischia di mettere in seria crisi" il settore, avverte Paolo Lucentini, componente del consiglio direttivo di Omeoimprese, che lamenta una "involuzione dei rapporti tra le aziende del settore, l'Aifa e il ministero della Sanità".

Per Alessandro De Santis, direttore generale di Oti, il settore Omeopatico "è uno dei pochi che registra una crescita del 4-5% all'anno, grazie all'aumento della domanda".

Le nuove tariffe "rappresentano un danno, chiediamo siano riportate a livelli accettabili", così come è necessaria una "semplificazione" delle procedure, e un'attenzione particolare ai cosiddetti "piccoli lotti, che sono il cuore dell’Omeopatia".

Tra gli interventi, Francesco Marino, vice presidente della federazione italiana dei medici Omeopatici, che ha ricordato come il "mercato italiano risulti essere il terzo mercato nel mondo".

Pindaro Mattoli, segretario nazionale e coordinatore del comitato legale Fiamo, ha messo in guardia: "per noi medici significa sopravvivere o morire.

Senza i piccoli lotti e i medicinali unitari l'Omeopatia muore" (N.d.R.: in Italia) e con l'attuale normativa "si rischia una immotivata limitazione proprio di questi farmaci con ricadute pesanti sui Pazienti, sui Medici, Farmacisti e Aziende".

Se la situazione non cambia, avverte Mattoli, "si attua un vero e proprio genocidio burocratico dell'Omeopatia.

Chiediamo che non vi siano limitazioni alla registrazione dei medicinali Omeopatici".

(AGI) Ser. 

 

NOTE

(1) Tale era l’ordine di grandezza risultante dall’applicazione del D.M. del 21/12/2012, decreto che è stato poi annullato con la sentenza del TAR del 15/01/2014, sentenza che ha ristabilito le precedenti più eque tariffe del 2004. Nonostante ciò AIFA intende ora proporre, con apposito provvedimento, nuove tariffe di rinnovo più elevate e ancora ben lontane (24 volte di più per i medicinali Omeopatici unitari) da quelle stabilite dal TAR e comunque non comparabili alle tariffe medie europee.

(2) Leggasi D.M. del 21/12/2012.

 

N.d.R.: è giusto e sacrosanto che si difenda il principio Omeopatico calpestato da AIFA, Ministero della Sanità e Governo invece di concentrarsi sulla contrattazione al ribasso delle tariffe di registrazione che, in ogni caso, non hanno senso e giustificazione confrontate, purtroppo per Aifa è possibile, con quelle degli altri paesi europei.

E inoltre, si domanda il candido, se la richiesta iniziale dell'agenzia è di 20.000 euro e con la contrattazione si scende a 2000 o anche meno, che destino avrebbero avuto gli altri 18.000 e che giustificazione valida iniziale avrebbero avuto?

N.d.R. sono di Dr. Paolo Mosconi Medico Chirurgo.