La Nutriterapia

Nel 1968, il Premio Nobel Linus Pauling introduce la Medicina Ortomolecolare come approccio originale basato sulla somministrazione di megadosi di vitamine, necessarie per la correzione di deficit nutrizionali, per il mantenimento o per il ripristino della salute.

"Ingerite meno farmaci possibile e mantenete il consumo di vitamine e altri nutrimenti a livello ottimo".

Negli ultimi anni si è affermato l'indirizzo della Nutriterapia che tiene conto e valorizza le acquisizioni più recenti in tema d’alimentazione.

Le ricerche di biochimica hanno evidenziato che i singoli micronutrienti interagiscono tra loro secondo sinergie od antagonismi.

R. J. Williams esprime l'importanza della ricerca delle sinergie ottime tra micronutrienti mediante il "principio dell'orchestra".

Gli studi di Scienza dell'alimentazione hanno permesso di stabilire alcune associazioni sfavorevoli ed altre ottimali tra i micronutrienti.

Si può citare come l'apporto contemporaneo di zinco e ferro è da evitare a causa della competizione esistente tra i due oligoelementi a livello di assorbimento.

Allo stesso modo va evitata l'associazione di vitamina C, ferro e rame, perché ferro e rame inducono l'ossidazione della vitamina C.

Esempio di sinergia favorevole è l'associazione di betacarotene e vitamina C.

In definitiva, quindi, la Nutriterapia recepisce le conclusioni e le indicazioni della letteratura scientifica mondiale in tema di micronutrienti.

La Nutriterapia mira ad ottimizzare la salute, migliorare le prestazioni fisiche ed intellettive, prevenire i rischi di malattia, ritardare gli effetti dell'invecchiamento. Gli obiettivi enunciati possono essere perseguiti mediante due strumenti: le modificazioni alimentari e l'integrazione quotidiana od occasionale, per compensare le carenze alimentari con la somministrazione di micronutrienti.

I micronutrienti sono sostanze che assicurano ai 60.000 miliardi di cellule, costituenti il corpo umano, l'apporto d’elementi e d’energia indispensabili alla loro attività e vitalità.

Vengono distinte 4 categorie di micronutrienti:

Oligoelementi,

Vitamine,

Aminoacidi essenziali,

Acidi grassi essenziali.

La presenza dei micronutrienti è necessaria allo svolgimento basale ottimale delle reazioni biologiche a livello dei 60.000 miliardi di cellule che costituiscono il corpo umano.

La sintesi delle proteine avviene, sotto la guida dei geni, dagli aminoacidi, alla presenza d’enzimi attivati da oligoelementi e vitamine.

Gli oligoelementi e i sali minerali.

Gli oligoelementi ed i sali minerali assicurano l'attivazione degli enzimi cellulari, la produzione e il trasporto dell'energia e dell'ossigeno, l'attività cellulare, la formazione di tessuto osseo.

Gli aminoacidi

Gli aminoacidi sono composti organici contenenti uno o più gruppi amminici e uno o più carbossilici.

Gli aminoacidi sono le unità elementari costitutive delle proteine, sono precursori dei neurotrasmettitori e costituiscono una fonte energetica.

Alcuni sono essenziali per l'alimentazione umana.

Sono ritenuti aminoacidi essenziali:

Isoleucina,

Leucina,

Lisina,

Metionina,

Fenilalanina,

Tironina,

Triptofano,

Valina

Istidina.

Nei neonati è indispensabile la taurina e nei prematuri la cisteina.

Le vitamine

II termine vitamina, introdotto nel 1913 da C. Funk, indica un certo numero di sostanze organiche indispensabili alla vita che devono essere assunte con gli alimenti, in quanto l'organismo non è in grado di produrre.

Le vitamine sono distinte in idrosolubili (B, C) e liposolubili (A, D, E, K).

Esse hanno una funzione d’attivazione degli enzimi e svolgono un'attività antiossidante.

Vitamina A: retinolo

Vitamina B 1: tiamina

Vitamina B 2: riboflavina

Vitamina B 3: niacina

Vitamina B 5: acido pantotenico

Vitamina B 6: piridossina

Vitamina B 8: biotina

Vitamina B 9: acido folico

Vitamina B 12: cobalamina

Vitamina C: acido ascorbico

Vitamina D: calciferolo

Vitamina E: tocoferolo

Vitamina K: fillochinone

Le vitamine idrosolubili (B, C) di sintesi hanno una struttura molecolare ed un’attività identica a quelle naturali.

In particolare, la vitamina C di sintesi è 5 volte più concentrata e 7 volte meno costosa.

Le vitamine liposolubili (betacarotene, A, D, E, K) naturali sono più efficaci rispetti a quelle di sintesi.

Gli acidi grassi

Gli acidi grassi derivano dalla digestione dei grassi.

Sono distinti in due gruppi:

saturi

insaturi.

Gli acidi grassi saturi hanno legami semplici ed una struttura molecolare stabile.

Essi abbondano negli alimenti d’origine animale.

Sono considerati, secondo alcuni a torto essendo principi coinvolti nelle sintesi protettive, responsabili della formazione dell'ateroma, lesione arteriosa caratterizzata da placche giallastre costituite da depositi di colesterolo (altro elemento accusato a torto essendo anch’esso coinvolto nelle sintesi protettive) e grassi saturi.

Gli acidi grassi insaturi hanno doppi legami ed una struttura molecolare instabile.

Sono presenti soprattutto negli oli vegetali e pesce.

Intervengono nel processo infiammatorio e dell'aggregazione delle piastrine, assicurano il buon funzionamento dei recettori e la plasticità delle membrane cellulari, svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

II fabbisogno quotidiano di micronutrienti.

All'inizio degli anni `40 negli Stati Uniti si è definita la razione quotidiana consigliata per gli alimenti e per i micronutrienti (R. D. A.).

I valori degli R. D. A. sono sottoposti ad aggiornamento periodico.

A titolo esemplificativo vengono proposti gli R. D. A. raccomandati per un uomo adulto per alcuni micronutrienti presenti nei composti nutrizionali:

Magnesio: R. D. A. 300 mg.

Zinco: R. D. A. 15 mg.

Calcio: R. D. A. 800 mg.

Vitamina A: R. D. A. 800 mg.

Betacarotene: R. D. A. 4800 mg.

Vitamina B 1: R. D. A. 1,4 mg.

Vitamina B 6: R. D. A. 2 mg.

Vitamina B 9: R. D. A. 200 mcg.

Vitamina B 12: R. D. A. 1 mcg_

Vitamina C: R. D. A. 60 mg.

Vitamina E: R. D. A. 10 mg.

Acido linoleico: R. D. A. 1525 g.

La Società Italiana di Nutrizione Umana ha stabilito gli standard nutrizionali relativi all'apporto di ciascun micronutriente per sesso ed età.

Tali standard, definiti L. A. R. N. (Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti) rappresentano valori indicativi per evitare l'instaurarsi di condizioni di deficit o di carenza.

Micronutrienti e alimenti contro il cancro.

Le sostanze dotate di attività antiossidante, antimutagena ed anticancro hanno meritato la coniazione di un nuovo termine "drugfood" ("alimentofarmaco"), introdotto dagli Studiosi Americani, i quali, in tal modo da un lato hanno riscoperto e reso attuale l'intuizione geniale della Scuola Ippocratica ed in seguito di quella igienista, che alcuni secoli prima di Cristo esortava: "II tuo alimento sia il tuo medicamento", dall'altro il ruolo protettivo della dieta mediterranea nella prevenzione del cancro e delle patologie degenerative.

La modificazione del fabbisogno quotidiano in micronutrienti.

Le indicazioni dei L. A. R. N. diventano inadeguate e insufficienti in condizioni fisiologiche o patologiche particolari.

Tra le prime si ricordi la crescita, la gravidanza, l'allattamento, l'assunzione della "pillola", la pratica dell'attività sportiva, la terza età.

II fabbisogno di micronutrienti aumenta anche nel malassorbimento, nell'alcolismo, nel tabagismo, nello stress e con l'esposizione agli agenti inquinanti atmosferici ed alimentari.

Inoltre alcune affezioni rappresentano delle condizioni d’esaltato consumo di micronutrienti, come le forme allergiche, le malattie infiammatorie, le affezioni cardiovascolari, i processi degenerativi e neoplastici.

Le carenze di micronutrienti.

Numerosi studi condotti sulla popolazione dei Paesi industrializzati occidentali hanno evidenziato che non è sufficiente un'alimentazione varia per assicurare un apporto adeguato al fabbisogno dei vari micronutrienti.

In generale si possono riconoscere 3 gruppi di condizioni che possono comportare un deficit di micronutrienti:

apporto inadeguato,

assorbimento insufficiente,

blocco metabolico,

sovraconsumo.

II deficit per apporto insufficiente è la conseguenza della malnutrizione (ristorazione rapida, pasti "saltati", mancata maturazione di frutta e ortaggi, colture intensive, raccolta prima della maturazione ottimale, modalità di conservazione e cottura degli alimenti) o dell'aumentato fabbisogno in alcune condizioni (crescita, gravidanza e allattamento, attività sportiva, terza età).

II deficit per insufficiente assorbimento può essere la conseguenza di malassorbimento, affezioni gastroenteriche con vomito e diarrea.

La chelazione con blocco metabolico rappresenta probabilmente il meccanismo principale responsabile di un deficit di micronutrienti.

La chelazione è la captazione di uno o più micronutrienti da parte di una molecola organica con il conseguente blocco dell'attività funzionale dei micronutrienti chelati.

Il processo della chelazione è dovuto soprattutto all'alimentazione innaturale e artificiale (allattamento artificiale, alimenti omogeneizzati, additivi chimici, conservanti, coloranti, aromatizzanti, residui di pesticidi, presenza di tossici nelle acque), al trattamento farmacologico o all'esposizione ad inquinanti ambientali (composti solforati, alogeni, ossidanti, idrocarburi, metalli pesanti).

In alcune condizioni particolari aumenta il fabbisogno di micronutrienti per sovraconsumo (crescita, stress, inquinamento, infezioni, consumo di farmaci).

Interferenza tra farmaci comuni e micronutrienti.

Gli estrogeni che riducono le vitamine A, B6, B9, C.

La pillola che induce un sovraconsumo di 13 micronutrienti e soprattutto di magnesio.

L'aspirina che provoca la perdita di vitamina C.

I diuretici che riducono la vitamina K.

II paracetamolo (antinfiammatorio) induce un sovraconsumo di vitamina E.

I nitroderivati riducono la tirosina.

Le conseguenze di un deficit dei micronutrienti.

Quando un micronutriente non è presente nell'alimentazione in una quantità sufficiente, l'organismo attinge alle riserve.

Qualora tali riserve siano ridotte o esaurite, alcune attività delle cellule subiscono un rallentamento.

Se la condizione si prolunga nel tempo, fanno la loro comparsa alcuni "segni di allarme".

II protrarsi di tale condizione sfocia in manifestazioni patologiche.

Per esempio, la carenza di calcio si manifesta con fratture per traumi modesti o con tetania od osteoporosi; la carenza di zinco comporta un ritardo della crescita, manifestazioni dermatologiche, riduzione della fertilità; la carenza di vitamina B9 e B12 può indurre demenza alcolica, neuropatia diabetica, demenza senile.

I segni d’allarme di un deficit di micronutrienti.

Sono indicati alcuni dei numerosi "segni d’allarme" che esprimono un deficit di micronutrienti:

affaticamento fisico e intellettivo;

compromissione delle funzioni cognitive con ridotta capacità di

concentrazione e memorizzazione;

modificazioni del tono dell'umore;

aumentata vulnerabilità in condizioni di stress;

aumentata vulnerabilità alle infezioni;

disturbi del sonno;

alterazioni del ciclo mestruale;

sterilità;

secchezza cutanea;

fragilità di unghie e capelli.

Alimentazione moderna e micronutrienti.

Anche un'alimentazione varia ed equilibrata non è in grado di assicurare sempre il fabbisogno raccomandato di micronutrienti.

Fattori diffusi di sovraconsumo, come l'inquinamento e lo stress, l'aumentato fabbisogno in alcune fasi della vita o l'aumentata eliminazione, può comportare un fattore responsabile d’affaticamento, riduzione dell'attività intellettiva, aumentata vulnerabilità allo stress, alterazioni del tono dell'umore, aumentato rischio d’infertilità, di manifestazioni allergiche e infiammatorie, d’affezioni osteoarticolari, cardiovascolari e neoplastiche.

In generale può essere opportuno ricorrere alla somministrazione di complementi nutrizionali in condizioni particolari a rischio e alla presenza di segni d’allarme, espressione di un deficit già instaurato di micronutrienti.

In maniera schematica si possono indicare alcune condizioni comuni in cui è indicata una maggiore attenzione alla scelta degli alimenti utili al fine di evitare squilibri nutrizionali:

crescita

gravidanza e allattamento

terza età

affaticamento fisico e intellettivo

attività sportiva

perdita di memoria e concentrazione

esposizione a condizioni stressanti

inquinamento ambientale

soprappeso

secchezza cutanea

alterazioni di unghie e capelli

Gli integratori ottimali e le associazioni favorevoli di micronutrienti.

I composti nutrizionali artificiali devono essere somministrati in presenza delle condizioni a rischio di deficit, in presenza di segni di allarme o di dosaggi biologici.

L'associazione tra i micronutrienti che costituiscono i composti deve essere logica e compatibile.

Deve inoltre essere basata sulla ricerca della sinergia tra i micronutrienti, cioè del potenziamento favorevole reciproco.

Tutte le vitamine possono essere associate tra loro senza rischio, tuttavia esse presentano attività selettive specifiche tali da limitarne l'utilizzo in funzione dell'effetto ricercato.

Vanno evitate alcune associazioni antagoniste tra elementi chimici, come ferro zinco, rame, zinco, ferro calcio.

Vanno evitate alcune associazioni tra elementi chimici e vitamine, come vitamina C e ferro, vitamina C e rame.

L'associazione d’elementi chimici, vitamine, aminoacidi ed acidi grassi deve essere giustificata dall'effetto che si vuole conseguire.

Le precauzioni nell'assunzione di composti nutrizionali.

La somministrazione dei complementi nutrizionali non comporta dei rischi di tipo tossicologico.

Le precauzioni da seguire sono indicate per ogni preparato specifico.

A proposito della vitamina C, utilizzata principalmente in composti specifici per l'affaticamento, per il danno da radicali liberi, nel soprappeso o per facilitare la rimineralizzazione ossea, va segnalato che può indurre la formazione di calcoli urinari di ossalati, se si supera la dose di 1 grammo il giorno e solo in soggetti predisposti.

Inoltre la vitamina C può falsare la lettura delle bande utilizzate per il test della glicemia e della glicosuria nel diabetico.

A proposito della tirosina, utilizzata per migliorare la memoria e in condizioni di sovrappeso, in quanto aumenta la sintesi di noradrenalina, ha un'attività tachicardizzante sul cuore e di potenziamento degli inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO).

Pertanto ne va evitata l'assunzione in persone che assumono IMAO o che presentano alterazioni del ritmo cardiaco.

In queste condizioni è necessaria la valutazione e il consiglio del Medico.

A proposito del calcio, impiegato per facilitare la rimineralizzazione ossea, va ricordato com’esso aumenti la contrazione del muscolo cardiaco, con un’attività che potrebbe potenziare quella della digitale.

Va dunque sconsigliata l'associazione di calcio con preparati a base di digitale.

Inoltre il calcio può ridurre l'assorbimento delle tetracicline.

A proposito del magnesio, presente in composti per ridurre gli effetti dello stress o dell'affaticamento, per limitare i danni da radicali liberi, per controllare il sovrappeso e per facilitare la rimineralizzazione ossea, si segnala com’esso sia un inibitore del calcio, perché n’evita l'ingresso nelle cellule.

Pertanto è opportuno evitarne l'impiego quando sono somministrati farmaci calcio inibitori.

A proposito dello zinco, presente nei composti per migliorare la nutrizione della cute e degli annessi, per facilitare la rimineralizzazione ossea, ne va sospesa la somministrazione in concomitanza di infezioni batteriche (cistite, angina faringea, bronchite, otite, sinusite).

Lo zinco ha, infatti, la proprietà di stimolare la moltiplicazione cellulare.

I batteri possono utilizzare questa proprietà per la loro moltiplicazione.

A cura di:

Dottor Francesco Vignoli, Medico Veterinario
Servizio Tecnico di Iridologia Ortotrofica Integrata
Centro Studi di Medicine Naturali Cesmen
47891 Falciano
Via dei Paceri 84/b
R. S. M.

La Nutriterapia

Dottor Francesco Vignoli, Medico Veterinario