Esoterismo minimo: Le piccole entità

Nel descrivere i fenomeni energetici, che sostanzialmente conosciamo poco ma di cui siamo capaci di avvertire l‘azione, pur essendo qualcosa che non vediamo, adoperiamo troppo spesso la parola “entità”, termine che rende l’idea delle immense differenze che esistono fra di esse.
Si differenziano fra loro come dimensione e capacità d’azione come il bruscolino di sabbia ed il macigno.
Qui trattiamo delle minime che chiamiamo “piccole entità”, ma non innocue.
Anche nella natura manifestata del regno animale esistono delle realtà minuscole ma capaci di dimostrare con grande evidenza la loro presenza, come ad esempio la zanzara, che pur essendo qualche miliardo di volte più piccola di un essere umano riesce a coglierne totalmente la sua attenzione lasciando anche un ricordino pruriginoso.
Le piccole entità sono realtà energetiche incomplete, alla ricerca d’ulteriore energia per riuscire a completare la loro evoluzione fino a potersi manifestare in qualcosa di determinato e concreto.
La fame di energia che hanno la esercitano di continuo tramite la loro proprietà di riuscire ad attaccarsi ad una realtà energetica vivente nello stesso modo in cui i pezzetti di carta si attaccano alla bachelite sfregata, il loro è proprio un fenomeno di elettricità statica elementare.
Queste piccole strutture energetiche sono presenti fra gli uomini, le hanno gli animali, esistono in mezzo alla natura vegetale ma non sono presenti nell’acqua.
Esse costituiscono un processo evolutivo ancora tutto da sviluppare, ma appartenente solamente alla terra ed all’aria.
La loro “adesione” elettrostatica è nello stesso momento la loro forza, perché sono capaci di aggregarsi ad un organismo vivente con estrema facilità, ma è anche la loro debolezza, perché sono capaci di rimanere solamente alla superficie esterna di un corpo vivente, quindi facilmente amovibili, vedremo come.
Avvertiamo la loro presenza con un prurito improvviso, dobbiamo per forza grattarci, una fitta malevola ed istantanea; sono le segnalazioni più frequenti della loro presenza.
Anche il cane che si gratta all’improvviso ed energicamente può darsi che non abbia affatto le pulci, come l’umano che si gratta non è detto che sia per sporcizia.
Queste entità piccolissime creano anche altre sensazioni, ad esempio qualora esse siano attaccate in numero elevato in una determinata zona del nostro corpo sono capaci di comunicare un senso d’oppressione, un gravame senza spiegazione, ma la loro somma velenosità è espressa dal mal di denti.
Quando avvertiamo un mal di dente atroce ed improvviso, spesso anche in un dente non cariato, o addirittura denervato in precedenza dal dentista, possiamo pensare ad una di queste entità, essendo la guancia o la bocca una parte della superficie esterna del nostro corpo.
Le piccole entità sono presenti ovunque, quindi là dove incontriamo moltitudini umane abbiamo più probabilità di portarcene a casa un buon numero.
La folla comporta problemi di sovrabbondanza di piccole entità, dal loro punto di vista una vera bazza.
Il “dopo folla” dovrebbe essere un momento cui dedicare attenzione:
Le piccole entità le avremo attaccate alla nostra pelle, ma nell’impossibilità di arrivare alla pelle, quando siamo maggiormente vestiti per via della stagione, saranno attaccate anche ai nostri indumenti.
Non tutte le persone soffrono la folla nello stesso modo, alcune la rifuggono, alcune evitano persino di andare nei supermercati, certe altre invece s’immergono nella folla con gran disinvoltura; coloro che la evitano forse non soffrono di una qualche forma di fobia mentale, ma mettono in atto istintivamente una difesa contro le troppe piccole entità che diventerebbero loro coabitanti.
La doccia è un ottimo sistema per liberarci dalle piccole entità attaccate alla superficie del nostro corpo, ma in questo caso bisognerebbe aver cura di sottoporre al getto d’acqua anche la testa, per evitare di lasciare libera una zona dove ancora possono rimanere.
Questo è più facile per gli uomini, meno vincolati delle donne all’estetica della capigliatura, quindi la cuffia impermeabile è assai gradita alle piccole entità, che vedono evitata all’ultimo momento l’eventualità di finire nello scarico.
Anche i nostri vestiti avrebbero bisogno di una ripulitura, che ovviamente avviene periodicamente coi lavaggi per mantenerli puliti, ma una ripulitura dalle eventuali piccole entità si effettua semplicemente mettendoli all’aria: le entità di cui parliamo perdono l’aggancio elettrostatico e sono facilmente condotte via dal movimento dell’aria stesso.
Il vento, che è la manifestazione più frequente dell’energia dell’aria, è appunto un altro mezzo per liberarsi delle piccole entità.
Abbiamo un pò perso la disinvoltura a stare nel vento, rappresenta quasi un elemento avverso, ma qui rileviamo la sua prerogativa vantaggiosa di ridurre le piccole entità che possiamo avere in carico.
Un’altra energia è capace di liberarci delle piccole entità, funziona come il detersivo per il bucato o meglio come la sostanza tensioattiva nello stanare lo sporco del bucato, crea un ambiente invivibile e stana l’importuno dalle trame dei tessuti e lo invita a cercarsi un altro ambiente: la Luce Bianca.
Proprio come lo sporco, le piccole entità che si distaccano da noi o dai nostri vestiti si “diluiscono” nell’ambiente per andare a ricollocarsi dove la casualità proporrà loro un’altra possibilità.
Quando ancora le donne erano “di casa”, era assai frequente vedere la mattina le lenzuola a penzoloni fuori dalle finestre delle camere da letto per qualche tempo, prima di rimettere a posto la stanza.
Si tratta di un’abitudine tramandata che aveva un suo fondamento, non necessariamente consapevole, ma consequenziale nella logica dell’esistenza delle piccole entità.
La Luce Bianca è davvero il ripulitore assoluto dalle piccole entità, che si allontanano immediatamente per andare a raggiungere l’elemento al quale appartengono, la terra o l’aria.
Le persone sufficientemente sensibili, sottoposte al trattamento completo di ripulitura dalle piccole entità tramite la Luce Bianca, trattamento che inizia dalla sommità della testa per arrivare fino alla punta dei piedi, sono capaci di avvertire in modo netto verso quale direzione le piccole entità si allontanano: quelle che appartengono all’evoluzione del cielo lasciano una sensazione di alleggerimento verso l’alto, mentre le entità che fanno parte dell’evoluzione legata alla Terra comunicano una sensazione di alleggerimento progressivo delle gambe verso il basso.
La stagione con maggior possibilità di stare all’aria aperta, di prendere il sole e di fare, magari, bagni di mare e frequenti docce, trova, nella più facile rimozione delle piccole entità, un elemento importante della nostra sensazione di maggior benessere.
Viceversa, nella stagione in cui siamo costretti a coprirci d’indumenti e che coincide spesso coi momenti più delicati per la nostra salute, dovremmo aver maggior cura di liberare la superficie del nostro corpo ed anche gli indumenti dalle piccole entità che possono contribuire, con la loro presenza, sia ad aggravare certuni sintomi spiacevoli, sia a confondere il quadro reale del nostro stato.

Esoterismo minimo: le piccole entità
Diego Melandri