Omotossicologia in Biomesoterapia


 

Al Medico Tedesco Dr. H. H. RECKEWEG va riconosciuto il merito di avere completato il pensiero di S. F. C. Hahnemann, sul concetto di malattia e terapia (Similia similibus curentur) alla luce di più recenti esperienze scientifiche in fisiologia, biologia molecolare, scienze naturali.
Reckeweg ripropone, sebbene non deliberatamente, riferendosi a Bertalanffi, un sistema assimilabile all'ideogramma multimillenario Cinese che rappresenta l'Uomo in piedi sull'orbe terracqueo con le braccia protese verso il cielo: dagli arti inferiori entra ed esce energia terrestre, dagli arti superiori entra ed esce energia celeste.
In termini moderni un circuito bioelettrico aperto inserito fra terra e cosmo, (sistema di flusso aperto secondo Bertalanffi).
Le sostanze che circolano all'interno e che reagiscono con gli elementi di questo sistema di flusso, sono trasformate in energia ed in strutture cellulari.
I cataboliti, attraverso gli emuntori, abbandonano successivamente il sistema.
Sostanze compatibili con la vita del sistema danno il loro apporto energetico costruttivo senza arrecare nessun danno all'equilibrio del flusso.
Sostanze tossiche (omotossine) provocano e mettono in moto il meccanismo di difesa (malattia).
La malattia è, pertanto, la manifestazione di un atto di difesa dell'organismo contro omotossine interne ed esterne o l'espressione di danni causati da tossici la cui azione l'organismo cerca di combattere; essa non va considerata come fatto negativo da ostacolare ma un complesso di multiformi manifestazioni difensive articolate nel più diverso e vario corteo sintomatologico.
Tale corteo sintomatologico, inconfondibile e ben chiaro per un Medico Omeopata, va preso in esame per riconoscere il rimedio che nei provings ha espresso la sintomatologia più simile nei sintomi e nelle relative modalità.
La Medicina Allopatica categorizza le patologie in schemi aprioristici che non tengono in alcun conto la reazione individuale e per ogni patologia instaura terapie ritenute valide per un Paziente come per un altro.
L'Omotossicologia (in coerenza con l'impostazione Hahnemanniana) sostiene invece che la malattia rappresenta l'effetto dell'intervento del gran sistema difensivo dell'organismo che si mobilizza nella lotta contro le omotossine, diversificandosi in ogni organismo anche da momento a momento con uno svolgimento ben preciso ed articolato nelle sue diverse ed alternate fasi, intervento finalistico volto alla conservazione della funzione di quel sistema di flussi aperti che cerca di salvaguardare in ogni modo ed in ogni momento.
Il grande Sistema difensivo secondo Reckeweg è composto dai seguenti elementi:
1) Sistema reticoloendoteliale (formazione d’anticorpi e deposito di tossine).
2) Meccanismo di difesa del lobo anteriore dell'ipofisi e della corteccia surrenale (controllo della funzione connettiva dei tessuti).
3) Riflesso neurale difensivo (coordinazione e controllo delle difese contro le tossine tramite il sistema nervoso vegetativo).
4) Funzione disintossicante del fegato (coniugazione primaria di omotossine).
5) Funzione disintossicante del connettivo dell'intestino.

Tavola omotossicosi

Durante la malattia, l'organismo espelle le omotossine:
1) per mezzo degli emuntori (fase di escrezione),
2) per mezzo di una reazione di coniugazione patologica (es.: pus) (fase di reazione),
3) con la precipitazione in prodotti inerti (calcoli, esostosi, cisti tendinee, ossee, fibromi) (fase di deposito).
In queste tre fasi l'organismo ha svolto i suoi compiti senza subire danni esiziali: le omotossine o sono state espulse o coniugate o depositate.
Al contrario se il carico tossinico svolge un'azione molto attiva per qualità e quantità ed i processi biologici di eliminazione, di coniugazione, di deposito, sono stati impediti (soppressi) nel loro corso normale con antipiretici, antisudoriferi, topici, antidiarroici, antibiotici, cortisonici e quant'altro, le omotossine, bloccate a livello emuntoriale, saranno allora trasferite automaticamente in altro tessuto di uguale origine embrionale.
Ciò comporta lo sviluppo di una malattia totalmente diversa: le Omotossine provocheranno reazioni diverse su tessuti diversi ma aventi la stessa origine embrionale.
E' noto, in Clinica Omeopatica e Agopunturale, che, in seguito a trattamento Allopatico, l'eczema soppresso con terapia topica può trasformarsi in asma; una banale influenza soppressa può portare all'ulcera gastrica la quale, a sua volta, può diventare callosa e poi, per ulteriori soppressioni, degenerare in carcinoma; il trattamento soppressivo di un'eczema alle mani può determinare un infarto; una diarrea bloccata può indurre una salpingite.
Tali trasformazioni di un quadro nosologico in un'altro vengono definite da Reckeweg con il termine di Fenomeno di Vicariazione (Vikariations Phenomen).
La Clinica porta a considerare due modalità di vicariazione:
- regressiva, che procede, nello schema di Reckeweg, da destra a sinistra e dal basso verso l'alto, modulata da una disintossicazione tendente all’eliminazione d’omotossine (principio d’eliminazione) caratterizzata spesso da manifestazioni patologiche simili a precedenti presenti nell’anamnesi anche remota del Paziente;
- progressiva, che procede, nello schema di Reckeweg, da sinistra a destra, dall'alto verso il basso, biologicamente sfavorevole, responsabile di danni irreversibili a livello enzimatico e citoplasmatico, associata ad una reintossicazione.
Le ultime tre fasi (reintossicazioni) della vicariazione progressiva inducono danni alle strutture cellulari frequentemente non riconoscibili (fase d’impregnazione) (instaurazione di foci o loci minoris restentiae) e portano alla fase degenerativa e presumibilmente, con l'azione scatenante di carcinotossine, sono seguite dalla fase neoplastica.
Nelle fasi terminali delle vicariazioni progressive l'organismo soccombe, più o meno gradualmente, all'azione delle tossine endogene che si generano in conseguenza dei danni irreversibili verificatisi nelle strutture cellulari.
Tutte le patologie debbono considerarsi alla stregua d’adattamenti dell'organismo soggetto alla fenomenologia delle vicariazioni.
I diversi tessuti biologici, derivati dai tre foglietti embrionali, reagiscono in modo diverso a seconda della fase in cui le omotossine vengono liberate, provocando i più diversi sintomi nelle più diverse combinazioni.
Per effetto della Legge dei Simili (che permette la corretta indicazione dei rimedi) e della Legge di Guarigione (che modula la risposta allo stimolo terapeutico nel senso corretto) si verificano vicariazioni regressive biologicamente sfocianti nella completa guarigione (equilibrio biologico) mentre la soppressione, bloccando la risposta difensiva, induce un'inversione di senso con conseguente vicariazione progressiva che si risolve inevitabilmente con la fine prematura dell'organismo (morte).
I meccanismi difensivi insiti nell'organismo (Natura Medicatrix) assolvono i loro compiti (vedi sistema di gran difesa) stimolandolo alla disintossicazione attraverso l'eliminazione delle omotossine per mezzo degli emuntori.
Si consideri, ad esempio, il caso di un Diabete Mellito manifestatosi all'inizio con una saltuaria glicosuria, comparsa di foruncoli a pousseés, sudorazione fetida ascellare e pedidia (processi naturali d’eliminazione d’omotossine); sopprimendo allopaticamente tali processi d’eliminazione s’indurrà, a più o meno breve termine, il passaggio ad una fase degenerativa irreversibile (Diabete conclamato).
Reckeweg, in accordo con i principi dell'Omeopatia, riafferma che la malattia è un processo naturale teso ad eliminare le omotossine accoppiando più omotossine ad un fattore intermediario d’intossicazione (acido glicuronico, glicocolla, triptofano, indolo, scatolo, etc.).
Dall'accoppiamento si produrrebbe una nuova sostanza atossica: l'omotossone (Homotossonen).
Gli omotossoni si ritrovano sotto forma di pus, essudati, concrezioni, etc.
Questo processo coniugativo delle omotossine con prodotti intermedi del metabolismo è innescato dall'organismo nella sua attività difensiva tesa all’eliminazione di sostanze tossiche (esogene ed endogne), si manifesta con elevazione termica, flogosi varie, etc. e si giova anche della sortita dei batteri e dell’azione jaluronidasica da loro svolta.
Tale meccanismo difensivo è esaltato in maniera determinante dai rimedi Omeopatici i quali svolgono un'azione d’appoggio e di direzione incrementando la centrifugazione naturale dei fattori patogeni a livello degli emuntori per ristabilire l'omeostasi.
Con il medesimo meccanismo sono rimossi i blocchi ostruttivi prodottisi nel corso delle malattie croniche nel sistema di fluidi aperto (organismo) trasformandoli in prodotti di deposito inerti, innocui (omotossine + prodotti intermedi del ricambio = omotossone) e trasferendoli in altri tessuti di diversa origine embrionale.
Alla fine sarà l'organismo stesso, aiutato e diretto dall’opportuna terapia Omeopatica, a trasformare questi prodotti inerti, depositati provvisoriamente nei tessuti, rendendoli solubili, eliminandoli o bruciandoli nelle sue fasi di vicariazione regressiva.
La terapia Omeopatica (Omotossicologica) interviene in questo processo seguendo rigorosamente la Legge di Similitudine ed attenendosi semplicemente alla richiesta d’aiuto dell'organismo malato espressa in chiaro linguaggio sintomatologico, usando volta per volta, caso per caso, il medicamento più simile (simillimum), potenziando ed accelerando le fasi di vicariazione regressiva verso la finale fase d’escrezione d’omotossine con totale eliminazione del danno arrecato alle strutture vitali dell'organismo, ottenendo un completo riequilibrio fisiologico del flusso aperto (guarigione).

Tavola omotossicosi Vicariazioni

Reckeweg ha inoltre studiato i rimedi Unitari, in diluizione decimale, in associazione di diluizioni scalari cosicché possano agire contemporaneamente su diversi piani ed in diverse fasi dell'evoluzione sintomatologica ed i complessi di rimedi unendo diversi medicamenti, a diluizione diversa, complementari per sintomatologia, modalità di azione o tropismo organo funzionale.







Omotossicologia in Biomesoterapia
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Bibliografia Omotossicologia
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